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Aziende al femminile – la BAS le sostiene

CREDITI D’INCENTIVAZIONE: alla Banca Alternativa Svizzera i progetti delle donne beneficiano di crediti d’incentivazione a dir poco originali. Tuttavia, in 20 anni i progetti femminili non hanno mai esaurito il budget disponibile, tanto più che spesso le donne hanno palesi difficoltà a ottenere un credito bancario.

Regolarmente le donne creatrici d’impresa raccontano quanto sia stato difficile ottenere un credito per la loro attività professionale. Gli ostacoli incontrati vanno dall’incredulità dell’interlocutore bancario alla mancanza di credibilità a causa della somma troppo esigua.
Grazie a investitori/trici che rinunciano al tasso d’interesse, la BAS costituisce un settore d’incentivazione per nove branche, tra cui quella dedicata ai progetti femminili. Tramite le obbligazioni di cassa sono infatti gli investitori/ trici stessi a scegliere il settore in cui il loro denaro dovrà essere investito.
Un settore d’incentivazione che rappresenta l’8 a 9 per cento dei crediti BAS e il budget destinato ai progetti delle donne ammonta a circa 5 milioni l’anno. Da 20 anni, però, soltanto il 50 a 70 per cento di questo budget viene assegnato ai progetti femminili, a causa della carenza di progetti.

Come spiegare questa situazione ?
Molto sensibile all’indipendenza finanziaria delle donne, Philine Read, co-fondatrice del Club delle donne imprenditrici, crea una società di credito, una credit line. « Quando avviano la propria impresa, le donne chiedono 30 000 franchi invece di 300 000. Se il mero costo per la preparazione del dossier di una banca commerciale è di circa 5000 franchi chun credito esiguo sarà ben poco redditizio. »
Per la cronaca, non c’è banca, né « business angel » o fondo di sostegno alla creazione d’impresa che abbia prestato dei soldi a questa consulente finanziaria della professione. Lei decide allora di finanziare la linea di credito con la sua stessa cassa pensione. Assegna crediti per finanziare imprese e formazioni professionali per le quali riceve molte richieste. « Mio padre aveva insistito perché i suoi figli seguissero una formazione superiore, ciò che lui non è riuscito a fare » prosegue. « Devo dire che, con una formazione superiore, si arriva più lontano. Aiutare una donna ad acquisire la qualifica, cambia la vita. La mia ricompensa è quella di vedere il loro sorriso una volta raggiunta la meta. »
Uno studio approfondito dimostra chiaramente che i fondi di sostegno pubblici alla creazione d’impresa sono perlopiù concessi ai progetti maschili, in particolare perché sono più attrattivi in termine di creazione di impieghi.
Sono rari i fondi privati che prestano particolare attenzione ai progetti femminili. Nel 2001 la Banca Coop avvia il programma « eva » destinato alle donne. La Direttrice, Anja R. Peter precisa i limiti dell’operazione « facciamo di tutto per incoraggiare le donne a prendere in mano la loro gestione finanziaria e la loro previdenza. Ma non concediamo crediti commerciali per la creazione d’impresa poiché abbiamo deciso di concentrarci sui crediti privati. »
Alla Banca Alternativa Svizzera, il settore d’incentivazione per i progetti delle donne non ha beneficiato di alcuna promozione mirata, ad esempio presso le reti di donne professioniste, « contrariamente agli altri settori », sostiene Dominique Roten, responsabile della rappresentanza romanda. « Nel 2008 abbiamo sostenuto due progetti femmi- nili che rientravano in un altro settore d’incentivazione. Non accordiamo dei crediti di formazione, che consideriamo alla stregua di crediti privati. Entriamo in materia per domande di credito a partire da 50 000 franchi. »


Fonte: Moneta n.1 2010, pubblicato da Banca alternativa Svizzera (BAS)
Cathy Savioz | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.