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Biogas - Viaggio informativo a Davos

Al 16 dicembre 2006 alcuni membri del gruppo “amici dell’altra svizzera” si trasferivano a Davos per visitare un impianto Biogas in funzione. Dopo due ore e mezzo di viaggio i partecipanti raggiungevano la fattoria di Toni e Iris Hofmann.

La fattoria confina con il paese di Davos. Oltre il bestiame (da cui la carne vendono direttamente) la famiglia Hofmann gestisce un impianto Biogas da 2004 che occupa, con lo spazio per la preparazione, la sala macchine, il cilindro per l’asciugamento e i due sili cà. 600 mq di superficie.

Da scarti organici, che provengono da una parte da ristoranti e hotel, dall’altra parte deriva come letame dall’allevamento del bestiame e con l’aggiunto di scarti vegetali dalla manutenzione del fondo comunale, si produce tramite fermentazione il Biogas.

Primo di spiegare il funzionamento dell’impianto guardiamo i prodotti finali, che sono quattro:

-fertilizzante solido (alto tasso di azoto, inodore)
-fertilizzante liquido (alto tasso di azoto, quasi inodore)
-elettricità
-calore

Il fertillizzante solido che grazie al riscaldamento e la fermentazione risulta sterilizzato viene venduto sciolto ed aiuta assieme il fertillizzante liquido di aumentare la produzione della propria terra di 15-20%. Oltre la sua terra; Toni Hofmann concima anche il campo di calcio e il campo a golf del comune. Visto che il fertillizzante è già fermentato si può spanderlo durante tutto l’anno sui prati e grazie l’alta concentrazione bisogna trasportare quantità inferiori rispetto al semplice letame.

I prodotti di base per la produzione del Biogas si dividono in diverse categorie:

-avanzi di cucina
-scarti vegetali
-letame
-oli vegetali

Ognuno di questi prodotti a un valore energetico diverso, vuol dire che ogni prodotto produce una quantità diversa di gas per tonnellata di peso. Il bilancio peggiore da il letame (che è già fermentato nello stomaco del bestiame) con 80 mq per tonnellata, avanzi di cucina e scarti vegetali producono cà. 200 mq per tonnellata e al vertice dell’efficienza si trovano gli oli vegetali che rendono cà. 800-900 mq /t.

Per garantire una costante produzione di Biogas e quindi d’elettricità, gli avanzi di cucina vanno trattati separatamente dal letame e gli scarti vegetali. In tal modo i sili possono essere riempiti in modo mirato. Ogni giorno dai sili vengono estratte tra 6-10mq di materiale fermentato che deve essere sostituito con materiale fresco. Se si mettesse solo avanzi di cucina, la produzione salirebbe troppo, calerebbe però in modo massiccio se in seguito si aggiungerebbe solo del letame. Per questo motivo il riempimento deve essere sorvegliato e chiede alcun’esperienza e sensibilità.

In due cisterne diverse vanno macinato avanzi di cucina, letame e scarti vegetali per renderli pompabili e riscaldati a 70° per eliminare eventuali batteri, In seguito vanno pompati nel silo di fermentazione in quali si mantiene una temperatura costante di 40°, grazie a delle serpentine riscaldate. Un miscelatore evita la formazione di crosta.
Il silo è coperto da una cappa elastica di gomma per afferrare il gas. Da lì il gas passa in tubi che poi sono interrati per 50 m per raffreddare il gas e per renderlo liquido. Il gas liquido serve come carburante a un motore diesel modificato che mette in funzione un generatore per la produzione di elettricità.

Il calore prodotto in questo processo viene utilizzato per ottenere acqua calda, che da una parte serve all’interno dell’impianto (per riascacquare e per riscaldare le serpentine), dall’altra fornisce la casa vicina con acqua calda anche per il riscaldamento.

Il materiale fermentato che viene tolto giornalmente passa un sistema di filtri, che lo divide in parti liquidi e parti solidi. I liquidi vanno pompato in una cisterna vicino al silo di fermentazione e sono pronti da espandere sui campi. I parti solidi finiscono in un gran tamburo (cilindro) e tramite rotazione dello stesso seccati. Grazie alla particolare modalità fisicalica la merce si muove automaticamente dal di dietro all’uscita. Dopo due settimane esce come prezioso fertilizzante quasi completamente asciutto.Durante il passaggio nel tamburo si è concluso il processo di fermentazione è il risultato è terra di composto.

L’impianto ha chiesto un investimento iniziale di Fr. 1'000'000.- a quale partecipava il cantone con Fr. 200'000.-. I costi relativamente alti si sono creati da una parte per decreti del municipio di Davos, con quali s’intendeva di minimizzare le emissioni di odori ma nello stesso tempo si voleva permettere un ulteriore aumento della capacità. Fino ad oggi gli avanzi di cucina dei ristoranti di Davos vanno utilizzati parzialmente per l’ingrassamento di maiali, cioè che verrà proibito prossimamente. Ulteriori investimenti richiedevano le pretese dell’ufficio veterinario riguardi il trattamento degli scarti per evitare eventuali trasmissioni di malattie.

L’impianto di Toni Hofmann produce a pieno regime cà. 850'000 kw annui e serve 150 economie domestiche con elettricità. Questa capacità verrà raggiunto al momento che tutti gli avanzi degli alberghi di Davos finiscono nel silo di fermentazione e non più negli stomaci dei maiali. Per raggiungere l’obiettivo della massima capacità bisognerebbe fermentare 2'500 t di scarti vegetali, vuol dire che giornalmente bisognerebbe ritirare 10-12 t di materiale. Calcolando il prezzo per il ritiro di Fr. 200.- per tonnellata risulterebbe un guadagno lordo di Fr. 500'000.- annuo, a quale bisognerebbe dedurre i costi per la benzina e le ore di lavoro.

Grazie ad un accordo con l’azienda elettrica di Davos, Toni Hofmann ottiene un prezzo vantaggioso di Fr. O.22 per kw/h. Così risulta un guadagno lordo di Fr. 187'000.- dalla produzione di elettricità (da dedurre tutte le spese per l’amortizzazione e il mantenimento dell’impianto).

La vendita della terra fertilizzante potrebbe migliorare ulteriormente il bilancio e secondo calcoli l’impianto dovrebbe essere ammortizzato entro 7 anni, producendo a pieno regime.

Restano ancora dettagli tecnici da migliorare, visto che la costruzione d’impianti di Biogas e la produzione del Biogas in svizzera si trova ancora all’inizio (contrariamente in Germania, dove il governo rosso-verde investiva massicciamente in questa tecnologia). Ma sembra ovvio che cui è stato realizzato un progetto energetico molto evidente.

Chi ha avuto la possibilità di osservare con stupore un tale impianto e ha avuto la fortuna di conoscere gente come Toni e Iris Hofmann, che con determinazione e entusiasmo Hanno realizzato un progetto del genere, non bisogna più temere di retrocedere nell’era di pietra solamente perché prima o poi bisognerebbe chiudere alcune centrali nucleari.